Poteva stupirci con effetti speciali. Sarebbe stato in grado di far comparire il suo volto alto dieci chilometri nel cielo. Avrebbe potuto volare nell'aria lanciando il suo messaggio in ogni lingua immaginata dall'uomo. Non gli sarebbe stato difficile risplendere di gloria in tutte le città della terra, proclamandosi Re del Creato.
Invece ha preferito nascere nella più insignificante periferia dell'Impero, in una stalla da pezzenti; e per tre anni camminare a piedi su strade polverose per parlare a poche migliaia di paesani spaesati ed ignoranti.
C'è da mettersi le mani dei capelli per qualsiasi esperto di media e comunicazioni. Che, consultato, non potrebbe che dare un giudizio drastico: qui finisce male. Previsione azzeccata. L'hanno abbandonato tutti, e l'hanno ammazzato. In croce. Perché, invece di affidarsi a pochi discepoli, Cristo non ha adottato il formato megaschermo di cui parlavo all'inizio? Non è che non ne avrebbe avuto la possibilità...
Se non che la croce non è stata la fine. Perché, dopotutto, il "mercato" è stato conquistato (se così posso esprimermi). Sono pochi gli uomini sulla Terra che non hanno mai sentito parlare di Lui. Tutto ciò ci può insegnare qualcosa.
Qualche anno fa un sociologo di nome McLuhan affermava che "il mezzo è il messaggio". In altre parole il mezzo con cui comunichiamo plasma l'ascoltatore come e più delle cose che con esso diciamo. Un volto titanico che parla nel cielo ci avrebbe schiacciato. Non ci avrebbe dato possibilità di scelta; ci avrebbe privato della libertà. Il messaggio che Gesù voleva passare non era quello di una potenza inesorabile, un manuale di norme, un pio ricordo. Era, ed è, se stesso. E il mezzo che ha scelto per comunicarsi è un altro uomo.
Il cristianesimo si incontra incontrando persone vive, cambiate a loro volta da un incontro, un incontro con volti precisi. Indietro di generazione in generazione, di volto in volto, sino ad arrivare al volto stupito di poveri pescatori sulla riva del lago di Tiberiade.
E' questa la nostra possibilità, è questa la nostra responsabilità. Siamo chiamati ad essere il volto per qualcun'altro, dopo di noi.
Appuntamenti gruppo di Torre Maina
Il Mezzo e Lui
Pubblicato da
Stefano
on 22 marzo 2011
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Virtù della Prudenza e Sicurezza Stradale
Pubblicato da
Stefano
on 27 febbraio 2011
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In seguito dell'ultimo incontro tenutosi sabato 26 febbraio sulla virtù della prudenza e sulla sicurezza posto un video inerente all'argomento (in inglese ma con i sottotitoli) e la vignetta satirica che ci aveva fatto vedere Gian.
Buona visione:
Buona visione:
2011 STUPISCICI!
...e ancora tutti insieme ci troviamo, a festeggiare questo 2010 che se va lasciandoci con emozioni uniche che porteremo avanti in questo nuovo anno: il 2011! Speriamo che ad ognuno di noi porti fortuna e sopratutto tanta, ma tanta felicità! :)
AUGURI A TUTTI!!!
!FELICE NATALE A TUTTI!
...ma in particolare a quelle fantastiche persone che sostengono il nostro gruppo e che si impegnano per mantenerlo unito, rinunciando anche a qualcosa di loro pur di farci divertire e capire quanto è importante volersi bene a vicenda.
GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE!!!
...ma in particolare a quelle fantastiche persone che sostengono il nostro gruppo e che si impegnano per mantenerlo unito, rinunciando anche a qualcosa di loro pur di farci divertire e capire quanto è importante volersi bene a vicenda.
GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE!!!
INCONTRO SULLA COMUNICAZIONE:
Pubblicato da
GIAN
on 22 ottobre 2010
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Incontro sul PARLARE:
SPARLARE: cos'è un pettegolo? Uno che dice le cose PRIVATE degli altri quando questi non gradirebbero.
Parametro consigliato: pensate: se la persona di cui parlo fosse qui, sarebbe contenta ? Lo direi lo stesso? Se no, state zitti!CORREZIONE DI UN AMICO (es: se ti tratta in un modo che non ti piace):
suggerimenti:
1) aspettate di non essere incazzati se no discuterete e basta;
2) non criticatelo come persona ma solo sulla cosa di cui state parlando ( NON “sei un cretino perchè” ma “questa cosa che hai fatto è una cretinata”);
3) parlategli in PRIVATO (non davanti a tutti perchè lo mettereste in imbarazzo) ;
4) non dite “mai/sempre” (“non mi fai MAI conoscere i tuoi amici”; meglio: "mi dispiace non aver conosciuto quei tuoi amici, mi farebbe piacere!").



